venerdì 15 dicembre 2017

La paura va ascoltata

La tua paura va ascoltata. Ti racconta una storia. E in quella storia ci sei tu.
La tua paura vuole essere vista, accolta, tenuta, vuole raccontarti di quella volta che è tutto andato male, di quella volta che sei stata ferita, tradita. La paura vuole raccontarti di quella volta che non ti sei sentita amata. Racconta storie di te, in cui tu e lei eravate insieme, in cui lei ha materializzato come ti sentivi. Ringraziala. Se lei non ci fosse stata non ti saresti protetta, se lei non ci fosse stata non potresti renderti conto, oggi, che tutto è diverso, più bello, quasi perfetto.
La tua paura salutala quando arriva, inchinati a lei, abbracciala, tienila con te, dalle spazio. Si sentira’ vista e accolta e si calmerà, lasciandoti una sensazione di gioia e serenità.
Si’ perche’ accogliere la paura è accogliere te stessa.
Accogliere la tua paura è il gesto d’amore più grande che puoi fare per te.
Solo allora lei ti saluterà e si dissolverà in te, in uno spazio più ampio, nella serenità ritrovata.

Maria Cristina Leboffe©2017


(tutti i diritti riservati)


giovedì 14 dicembre 2017

La rabbia sana

- Ah io, non mi arrabbio mai.
Tendenzialmente io diffido da chi mi dice così.
La rabbia è un’emozione sana, quando è giustificata e correttamente diretta.
Può diventare una spinta di forza. Può costringere a rivedere una vita. Può essere potente.
Ma deve essere una rabbia sincera e diretta, non una rabbia proiettata e falsa. Deve essere una rabbia nella verità. Spesso questo tipo di rabbia è motore per un cambiamento e una evoluzione, un ‘salto’ personale. E da forza, non la toglie. Va espressa. Va esternata. Va fatta uscire. Perché se trattenuta, diventa frustrazione e a poco a poco un sottile veleno.
Concedersi di ascoltare la propria rabbia è una sensazione bellissima e liberatoria.
Arrabbiatevi quindi, ma nella verità.

Maria Cristina Leboffe



photo by designerpoint on pixabay

lunedì 4 dicembre 2017

Pura bellezza

La nostra vita non è veramente nostra.
Noi siamo chiamati a essere testimoni presenti di quello che accade.
A volte ci viene chiesto di fare un salto in una direzione che non avevamo contemplato, o che forse avevamo contemplato, ma che era sepolta nella memoria dei nostri sogni.
Un desiderio che non avevamo più osato concederci.

E' inevitabile affidarsi quando la spinta diviene potente.
A quel punto tutto si materializza in un attimo.
Ed è semplice, come mai avremmo potuto immaginare essere o esistere.

Semplice nella sua pura bellezza.


Maria Cristina Leboffe
- nessun diritto riservato



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