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venerdì 24 novembre 2017

Stai vivendo la vita che veramente vuoi?

E’ incredibile come la foto di un luogo possa riportare alla mente tutto ciò a cui quel luogo è legato.
E non mi riferisco solo alle foto di vacanze o luoghi esotici.
Mi ha colpito una foto che ho visto su Facebook: è di una parte della mia città che si affaccia sul mare. Una zona in cui vivevo oltre un decennio fa, legata a una parte della mia vita che adesso, se la riguardo, sembra la vita di un’altra persona.
La foto che ho visto è bellissima, coreografica, questo posto affacciato sul mare era un posto familiare, noto, in quel periodo, ma quello che ha evocato in me è stato un senso di estraneità. Estraneita’ da me stessa. Solo che l’estranea vera era la me di allora, non quella di adesso, la me di allora inserita in una vita che a 360^ non era la vita che io volevo e che ero ‘tagliata’ a fare. Benedico quel periodo, perché ha contribuito a fare di me ciò che sono ora, e questa foto mi da l’occasione di rivolgere a tutti una domanda: stai vivendo la vita che veramente vuoi? Se la risposta che arriva è un si’ pieno, sentito con tutte le fibre del vostro essere, ottimo. Ma se la risposta tentenna, o arriva un si’ non convinto, datevi da fare. Cambiare si può e si deve, per noi stessi e per chi abbiamo intorno.
Cambiare è un processo bellissimo, a volte doloroso, ma con una progressione costante e decisa.
Quello che trattiene da anche solo iniziare a pensare di cambiare la propria vita è una cosa sola: la paura di concederci di essere chi veramente siamo. E considerando che abbiamo scelto noi di incarnarci in questa vita, con le caratteristiche e i doni che abbiamo, questo è abbastanza un controsenso. È un po’ come comprare un’automobile nuova e poi usarla come un armadio. Non solo è assurdo, ma è anche, davvero, uno spreco.
Per chi in questo momento vive una vita che sa, nel profondo, non essere veramente sua, c’e’ un’unico passo da fare: smettere di trattare questa automobile come un’armadio, e iniziare veramente a guidarla cone un’auto nuova fiammante. Le vere, autentiche soddisfazioni, non tarderanno a venire.


Pranava-Miryam Leboffe
©riproduzione consentita citando la fonte


photo by pixel2013 on pixabay

mercoledì 5 luglio 2017

Me lo sono concessa di scrivere questo blog

Spesso inizio i miei post con citazioni da libri, perchè, alcune volte, anzi spesso, anzi sempre, quando leggo una frase che mi colpisce, mi nasce un impulso irrefrenabile a scriverne, a condividere che cosa, di quella frase, mi ha toccata. Sì perchè la parola scritta ha questo effetto su di me, mi emoziona profondamente.
L'impulso irrefrenabile a scrivere ha potuto diventare realtà con questo blog, e sono davvero grata a Internet, a Google, al mio Mac (che non è un hamburger), alle connessioni con la saponetta, ai libri e ai loro autori.

Me lo sono concessa di scrivere questo blog.

Per molto tempo, e manco me ne rendevo conto, ho in qualche modo represso questa spinta.
Quello che mi ripetevo continuamente era, ma dai, mica sei una scrittrice, scrivi male, non si capisce quello che scrivi, a chi vuoi che interessi. Così ho fatto dei corsi di scrittura e storytelling, ma a quei corsi mi trovavo in mezzo a scrittori professionisti, e la mia scrittura, negli esercizi di gruppo, mi risultava ancora più stonata. Poi un bel giorno ho deciso di fare di questo mio apparente difetto, di questa mancanza (non sono una scrittrice=non posso scrivere), una forza. Ho cercato e subito trovato uno strumento per scrivere come volevo io, con il tono e lo stile che volevo io, ed è nato, in pochissimo, questo Blog.
Ecco, in soldoni, la mia storia dello scrivere.

E ne approfitto per mandare un grazie, un grazie di cuore a voi che leggete. I mei post vengono letti da centinaia di persone e, credeteci, il solo pensiero mi commuove profondamente. Quando poi incontro qualche amico o cliente che cita come un mio post l'ha aiutato in un momento difficile o l'ha fatto riflettere, sono incredula. E, davvero, quello che penso allora è che tutto quello che facciamo con il cuore e facendo uscire quello che veramente noi siamo, può aiutare gli altri a vivere meglio.

Pranava-Miryam Leboffe
©riproduzione consentita citando la fonte


venerdì 30 giugno 2017

Quella volta che ho smesso di avere paura

 'L'uomo libero è come una nuvola bianca. 
Una nuvola bianca è un mistero; 
si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, 
e si libra al di sopra di ogni cosa.' (Osho Rajeneesh)

Essere nuvole attraverso la vita non è sempre facile.
Non resistere, non lottare davanti agli eventi, neanche.
Ma nel momento in cui si inizia a farlo, la vita cambia.
La realtà intorno a noi cambia. Tutto, letteralmente, cambia.

Per anni sono stata una persona che lottava.
Contro tutto. Nelle relazioni, negli eventi della vita, sul lavoro. Molta rabbia, molto dolore.
Poi, un bel giorno, dopo un lungo percorso personale (che, ci tengo a sottolinearlo, non deve essere per forza lungo), sono cambiata. Non dico 'qualcosa è cambiato'. No. Sono cambiata io.
Ho smesso di resistere. Ho smesso di oppormi. Ho smesso di intestardirmi.
È stato in quel momento che tutto è cambiato. La realtà che avevo intorno è cambiata.
Tutto è diventato più fluido, lo svolgersi di tutti gli eventi, belli e brutti, ha acquisito un senso.

I passi successivi sono stati di comprendere che l'oggetto della resistenza ero io, e che quella resistenza era, in realtà, paura.
Una paura che, per il mestiere che faccio (nella biodinamica si lavora con i campi metabolici del corrpo) ho sentito-capito essere nelle mie cellule come una vibrazione primaria. La consapevolezza che tale vibrazione, come tutto nel corpo, poteva essere cambiata, mi ha aiutato ad accogliere un cambiamento che stava già avvenendo, e che vedo quotidianamente avvenire nelle persone con cui lavoro.
Se guardo indietro, e adesso mentre ne scrivo lo realizzo ancora meglio, nel momento in cui corpo, sentire e conoscere si sono allineati, ho potuto riconoscere questa paura, accettarla e lasciarla andare.
Nel momento in cui sono ridiventata integra, la paura è andata via.

Maria Cristina Leboffe©2017
(tutti i diritti riservati, è in corso di pubblicazione un libro*)

*per ricevere in anteprima uno stralcio dal mio prossimo libro PAROLE DALL'ANIMA, invia una mail a: leparoledelcorpo@mariacristinaleboffe.com

mercoledì 14 giugno 2017

Le parole del corpo

In questo Blog voglio raccontare una Verità. Una Verità che ho imparato negli ultimi dieci anni, e che, una volta compresa fino in fondo, mi ha reso libera.
Libera dalle mie lotte interiori, dalle paure, dai miei fantasmi. Libera dai miei schemi ripetitivi, dalle mie ossessioni. La mia storia, negli ultimi dieci anni, è stata un viaggio verso questa Verità.

Questa mia storia è iniziata 10 anni fa con un evento forte: il mio corpo, un giorno, si è letteralmente bloccato. Quel giorno ho deciso di intraprendere un percorso di crescita personale che mi ha poi portato a cambiare lavoro (facevo l'architetto) e a cambiare vita.
Considero il mio attuale lavoro un privilegio: sono un'operatrice di Biodinamica Craniosacrale per adulti, neonati e bambini e una facilitatrice di gruppi di consapevolezza. E chissà cos'altro sta per arrivare. Sì, perchè durante questo viaggio ho imparato a non sorprendermi più di niente.

La Verità che vi voglio raccontare e' una: noi siamo il simbolo del nostro corpo.
Prima lo comprendiamo prima potremo mettere in atto delle strategie per vivere serenamente. Lasciando che poi queste strategie si trasformino in abitudini e che arrivi il cambiamento.
Ci sono state diverse persone che mi hanno accompagnato, messa in difficoltà e aiutato in questo viaggio e molti Maestri. Ad esse va la mia gratitudine da adesso a sempre.
Ve ne farò incontrare qualcuno in qualche post.
Per ora questo è il primo post del mio Viaggio nelle parole del corpo.
Spero vorrete accompagnarmi, i commenti ai post sono volutamente liberi e molto, molto graditi.
Mariacristina



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