giovedì 28 settembre 2017

Il segreto della fiducia

Il Campo si organizza per aiutarci. Lentamente porta alla nostra attenzione temi che siamo in grado di risolvere. E quando questo avviene, un elemento è essenziale: la fiducia. Fiducia è la nostra capacità di affidarci.

"FIDUCIA: Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità (dal vocabolario Treccani)."

La fiducia è un'atteggiamento da ritrovare. 
E spesso non è semplice, perché, e questo è successo bene o male a tutti, la nostra fiducia, il nostro atteggiamento di affidarci, è stato, ad un certo punto della nostra esistenza, tradito.

Aver fiducia significa valutare, ma senza il filtro della paura. Valutare (e comprendere) quello che mi succede, quello che incontro, come insegnamenti e non come ostacoli. L'Universo, la vita, funzionano così: ci mostrano quello che è utile per noi, quello che ci serve e che dobbiamo integrare per la nostra evoluzione. E nel linguaggio dell'Universo evoluzione significa FELICITÀ. 

Quando inziamo a prestare ATTENZIONE alla nostra vita e agli eventi, con fiducia, la nostra vita, vi assicuro, cambia. Non c'è più paura e non più la sofferenza che questa paura genera. Tutto diviene fluido. E significativo. Per noi.

Maria Cristina Leboffe©2017
(riproduzione citando la fonte)




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Painting: Light alone, 2013, Erin Hanson

lunedì 25 settembre 2017

La porta verso noi stessi

La porta verso noi stessi è proprio lì, davanti a noi.
È oltre il cristallo trasparente delle nostre credenze.
E' oltre la nebbia densa delle idee che gli altri hanno di noi.
Solo noi possiamo attraversarla.
Solo noi possiamo concederci di essere noi.
Nessun altro.
Nessun altro può riconoscerci pienamente.
Nessun altro può apprezzarci pienamente.
Nessun altro può attribuirci il nostro giusto valore.
Solo noi.
Solo, noi.

Maria Cristina Leboffe©2017
(tutti i diritti riservati).





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Noi siamo nel mondo.

Siamo nel mondo.

Siamo in un corpo.

Siamo.


E' nostro dovere essere chi siamo veramente.
Senza se e senza ma.


Basta con l'autocastrazione, basta con l'autogiudizio.


Siate liberi.


Iniziate a percorrere quel viaggio verso il conoscervi.
Verso il vedervi.
Verso l'apprezzarvi incondizionatamente.


Perche' questa e' la realtà del Campo in cui tutti siamo immersi.
Un amore incondizionato, e senza giudizio.
Un campo universale che non aspetta altro che noi ci manifestiamo per quello che veramente siamo.


Maria Cristina Leboffe©2017
(Tutti i diritti riservati)





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giovedì 21 settembre 2017

Parole dall'Anima

L'Anima parla per poesia.
Quando sentiamo nella nostra vita qualcosa di lieve, di leggero,
è l'Anima che parla, che ci guida, che ci richiama.
Quello di cui ci parla l'Anima è un'essenza,
onnipresente e onnisciente.
La nostra.

Maria Cristina Leboffe©2017
(tutti i diritti riservati, è in corso di pubblicazione un libro)


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mercoledì 20 settembre 2017

Essere onesti su un punto: chi siamo veramente

Mi ci è voluto del bello e del buono per arrivare a comprendere chi sono veramente.
E a concedermi di esserlo.
Ad accettare di meritare di esserlo.
A sentirmi libera di esserlo.

Gli ultimi 10 anni sono stati un viaggio verso me stessa, un viaggio che è cominciato veramente quando ho deciso di cambiare lavoro. Non perchè il mio lavoro non mi piacesse o perchè non fossi in gamba nel farlo, ma perchè ho iniziato a sentire che mi interessava altro e venivo spinta da qualcosa a esplorare e a fare altro.

Il mio passaggio obbligato è stata una lunga pausa forzata generata da una malattia abbastanza seria. Una pausa che mi ha costretto a vedermi e ad ascoltarmi.
Una pausa senza la quale non sarei dove sono ora.

Per lungo tempo non sono stata in contatto con me, con il mio sentire, con le mie passioni, con le mie doti e talenti. Mi ero omologata a quello che ci si aspettava da me, a quello che 'è bene fare' a quello che è 'giusto fare'. Sì, giusto, ma per chi?

In questi 10 anni ho fatto tantissime esperienze, in realtà spesso anche molto diverse dalla mia, e queste esperienze mi hanno mostrato che non c'è un modo di vivere giusto o sbagliato in assoluto, ma che c'è in assoluto, un modo di vivere GIUSTO per me. Per chi sono, per il contributo che posso dare agli altri, per i miei doni e talenti.

Ecco perchè, con le persone che accompagno lungo il loro cammino, batto a sfinimento sul tasto della consapevolezza di sè, sull'ascoltarsi, sull'ascoltare il corpo.
Perchè, senza questo contatto con sè, si è come barche alla deriva, che sentono sì il vento arrivare, ma a poco a poco, perdono la forza di dirigere le vele.

Contatto, consapevolezza, conoscenza di sè.
Timone, barca, e vela.

 grazie a mio padre, 
che mi ha insegnato l'amore per il mare e per la vela.

Maria Cristina Leboffe©2017
(Tutti i diritti riservati, è in preparazione un libro)

Photo by Ian Keefe on Unsplash





domenica 17 settembre 2017

Noi e gli altri

Gli altri sono altri.
Non sono te.
Non vedono il mondo con tuoi occhi, non sentono come te.
Possono anche essere la tua famiglia, ma non sono te.

Restare intrappolati nella paura di non soddisfare le aspettative degli altri è vivere una vita in catene.
Catene invisibili, ma sempre catene.

'Come possono sapere ciò che è meglio per te se non sono nella tua testa e nel tuo cuore?' *

E infatti non possono, non è possible. Potranno vederti solo attraverso la LORO testa, e il LORO cuore.
Per alcuni versi, non potranno mai rispettarti a pieno.

Sta a te, onorare te stesso.
Sta a te scoprire chi tu sia veramente.
Solo ed esclusivamente a te.

Ognuno di noi ha dentro di se' un dono meraviglioso che è solo suo, un talento che può e deve condividere con gli altri. Il primo talento è scoprire e ritrovare chi si è veramente.

Non siate mai schiavi delle regole altrui.
Scrivete le vostre, tracciate i vostri binari.
Solo quelli condurranno a una vita pienamente vissuta.
Solo quelli ci porteranno a scoprire la nostra essenza, che è la trama stessa della nostra unicità.

'- Ma, Ammiraglio, so che non mi capiscono, eppure sono sicura
che vogliono il meglio per me, nel loro esclusivo e personale
modo di guardare la vita.
- Come possono sapere ciò che è meglio per te se non sono
nella tua testa e nel tuo cuore?'
da Il guardiano del faro, Sergio Bambaren


Pranava MC Leboffe ©2017
(Riproduzione citando la fonte)




venerdì 15 settembre 2017

Essere come alberi

La Natura ci è maestra in molti modi.

Se osserviamo un albero mentre il vento lo attraversa, quello che ci colpisce e' insieme dell'albero. L'albero sta al vento con tutte le sue parti in armonia: rami, foglie, tronco. Non c'è una parte che si oppone al vento, che resiste, che cerca di andare in un'altra direzione.

Arriva il vento e tutte le parti, che compongono l'albero in quanto tale, si muovono in armonia.
Non c'è fatica, non c'è compromesso.
C'è il lasciarsi portare come parti di un tutto in armonia con il Tutto.

Nella vita, spesso questa armonia viene a mancare.

Ci sono degli eventi, delle relazioni, delle persone che fanno si' che questa armonia con noi stessi e con il vento della vita venga meno.
In quei momenti dobbiamo fare attenzione a noi, non all'evento o persona che ci sta provocando una resistenza o un cambio di direzione. Notare cosa in noi resiste o non è armonico, e semplicemente accogliere quel qualcosa e quel momento di disarmonia senza portare giudizio. Così facendo ci accogliamo, mantenendo la centratura su di noi e non perdendoci nell'evento o nell'altro.

Diamo tempo al corpo di lasciar svolgere il processo in atto e di imparare di nuovo a seguire il vento come un'unità, con il suo movimento armonioso.
Reimpariamo a essere Alberi.

Maria Cristina Leboffe©2017
(Tutti i diritti riservati, è in preparazione un libro)

Painting: Japanese screen by Seiki Yokoyama


giovedì 14 settembre 2017

La scelta giusta

La scelta giusta per noi semplicemente risuona con noi.

"Ci sono alcune scelte che, semplicemente, suonano giuste. Esse risuonano con il nostri desideri più profondi, e in qualche modo sono semplici. Ogni cosa in noi si rilassa quando diciamo 'sì' a questa scelta. Qualcosa dentro di noi, l'interferenza, scompare, la resistenza si fonde, la strada diventa chiara, e la giusta scelta fluisce facilmente". (Carolyn McMakin, The Resonance Effect, trad. Maria Cristina Leboffe).

Queste sono le scelte da fare. Queste sono le scelte giuste. Quelle in cui noi fluiamo.

Alla domanda: è bene per me? C'è un'unica risposta, quella in accordo con la nostra anima. Da qualche parte dentro di noi può esserci ancora qualcosa che resiste a questa scelta, ma, nel profondo, lo sappiamo che è quella giusta per noi.
Una volta fatta, ci sentiamo meglio, ci sentiamo fluire con la vita.
Anche se spesso, queste scelte, sono un salto nel buio.

Maria Cristina Leboffe©2017
(tutti i diritti riservati)

Photo by Jeremy Bishop on Unsplash



lunedì 11 settembre 2017

“Tutta la vita è un paese straniero”

“Tutta la vita è un paese straniero”.
Niente di più vero di questa citazione di Jack Kerouac.

Eh già. Solo che questa cosa a volte non ci va tanto giu'.
Perché moltissime persone hanno una caratteristica: l'ansia per il controllo.
Per il controllo della propria vita e spesso anche di quella degli altri.

Vigilare, sorvegliare; esercitare un’azione di controllo.
Come si può pensare di farlo con la vita, che è continuo ed eterno movimento e mutamento?
Sarebbe un po' come imporre al vento da che parte tirare.
Impossibile.

Siamo spesso convinti di poter controllare la nostra vita.
Quando quello che facciamo è invece permettere alla paura che abbiamo della vita di controllare noi.
Non mi stancherò mai di ripetere l'importanza della frase 'lasciare andare'.
E la prima cosa da lasciare andare è il voler analizzare, controllare, comprendere. 
La vita è come un cavallo selvaggio. Che sembra selvaggio a noi, perché non lo comprendiamo completamente. Ma che in realtà è saggio, di una saggezza che gli deriva dall’abbandonarsi alle leggi della natura, dall’ascoltare i suoni portati dal vento, dal perseguire la propria libertà.

Maria Cristina Leboffe©2017
(Tutti i diritti riservati, è in preparazione un libro)


Quando il lasciar andare è più forte del tenere

Ci sono quei giorni che realizzi che lasciare andare è più forte del tenere.
E che nell'aggrapparsi c'è una paura di volare.
Ci sono quei giorni in cui sai già come andrà a finire.
Solo che non te lo vuoi ancora raccontare.
Quei giorni in cui qualcosa che prima aveva significato, improvvisamente non ce l'ha piu'.
Quei giorni in cui diventi più forte, perché è la tua storia che ti ci ha fatto, ma non lo sai ancora.
Quando arrivano, quei giorni, aspettati subito dopo, un cambiamento.
Un cambiamento importante, un giro di boa della tua vita.
Un nuovo oceano che arriva a riempire lo spazio di quello che, poco prima, hai lasciato andare.

La vertigine non è
Paura di cadere
Ma voglia di volare.
Jovanotti, Mi fido di te.
Maria Cristina Leboffe©2017
(Tutti i diritti riservati, è in preparazione un libro)


sabato 9 settembre 2017

Essere come diamanti

Fate che ogni momento della vostra vita sia come un diamante.
Fate che ogni parola, ogni gesto brilli di una luce purissima.
Lasciate che ogni sorriso, ogni azione sia un diamante che voi donate a chi vi sta vicino.
Diventate voi stessi diamanti.
Puri, trasparenti, vitali.
Lasciate che la vostra luce illumini gli altri, li tocchi nel profondo, li commuova.
Lasciatevi essere diamanti.
Lasciatevi essere chi voi veramente siete.

Maria Cristina Leboffe©2017
(Tutti i diritti riservati, è in preparazione un libro)


giovedì 7 settembre 2017

La felicità dei piccoli passi

La felicità si costruisce nei piccoli passi. Nelle cose semplici. Nella quotidianità.
La felicità non si costruisce con gesti eclatanti, si costruisce a piccole dosi.

La felicità appartiene ai processi della natura. Sono sicura che un albero è felice mentre vede una foglia che cresce lentamente. Mentre la sua forma si definisce. Mentre le sue venature si delineano. Un albero partecipa della crescita della foglia ma allo stesso tempo la vede, la osserva da lontano.
Un albero costruisce una foglia aiutato dal vento dalla terra dal sole.
Non la costruisce di botto. La foglia nasce e si sviluppa in un processo che comprende molti elementi e da tutti riceve qualcosa che la arricchisce.

Proviamo a essere così, nelle nostre vite.
Aperti e attenti a quello che abbiamo intorno.
Prendendo il meglio.
Dandoci tempo.

Immaginando che ogni singola goccia di sangue che abbiamo nelle vene viene arricchita, momento per momento, dalle esperienze che facciamo.
Cerchiamo di essere come l'albero: osserviamo la felicità crescere nelle nostre vite, lentamente, dandole il tempo di maturare e manifestarsi.

Maria Cristina Leboffe©2017
(Tutti i diritti riservati, è in preparazione un libro)

art by Louise Mead



Mia amata creatura, non spezzare più il tuo cuore.



Mia amata creatura, non spezzare più il tuo cuore.

Ogni volta che ti giudichi, tu spezzi il tuo cuore.

Ogni volta che ti giudichi, tu smetti di nutrire l'amore che è la fonte della tua vitalità.

E' arrivato il tempo. Il tuo tempo, di celebrarti.

E di vedere il buono che è in te.

Tu, mia creatura, sei divina. Pura. Tu sei completamente libera.

Non lasciare che nessuno, niente, nessuna idea o ideale ti ostacoli.

Se arrivasse qualcuno da te, anche nel nome della Verità, perdonalo per il suo essere ignaro.


Non combattere.


Lascia andare.


Dio è celato in te e tu sei sempre perfettamente al sicuro.

Non combattere l'oscurità. Semplicemente accendi la luce.

Lascia andare e respira nella bontà che tu sei.


- Swami Kripalvanandaji (Bapuji) -
(traduzione Maria Cristina Leboffe)


LE PAROLE SONO DIAMANTI

lunedì 4 settembre 2017

Il giusto sforzo

Ho un carissimo amico che da qualche mese è stato trasferito di reparto nella sua azienda. C'è a quanto ho capito un problema di produzione da risolvere, e lui, che è considerato uno in gamba, è stato mandato li' con lo scopo di risolverlo.

Da qualche mese, questo mio amico, non lo riconosco più.
È sempre stato appassionatissimo del suo lavoro, che ha scelto come sua via, e sereno nel farlo.
 Da qualche mese, le cose sono cambiate. È irascibile, scarico, teso, demotivato. Dai suoi racconti la situazione, nel reparto in cui è stato inviato, appare non risolvibile in assoluto, e gli sforzi ripetuti lo stanno prosciugando.

Questo mi ha fatto venire in mente il tema dello sforzo: quando di fronte a qualcosa, sia esso un lavoro o una relazione, iniziamo a doverci sforzare, e quello sforzo inizia a prosciugarci, è tempo di fermarci e chiederci se ne vale davvero la pena.
La maggior parte delle volte la risposta è no.
Perchè una cosa è lo sforzo, una cosa è l'impegno.

Se una cosa è giusta per noi, possiamo impegnarci per farla funzionare, potrebbe anche non essere facile all'inizio, ma quell'impegno ci gratifica, ci nutre, ci arricchisce, non ci prosciuga.
Altra faccenda è se l'impegno diventa sforzo.
Il primo passo è accorgercene, e in questo l'ascolto del corpo è fondamentale.
Già perché è il corpo che ci dice chiaramente che si sta sforzando, la mente può, almeno inizialmente, continuare a raccontarsela.

Quindi, per tutti noi, teniamo bene a mente la differenza tra impegno e sforzo.
E impariamo a lasciare andare quello che non fa più per noi.
Senza sforzo.

Maria Cristina Leboffe©2017
(Tutti i diritti riservati, è in preparazione un libro)

sabato 2 settembre 2017

Domande e risposte

Ogni giorno mi vengono rivolte molte domande. Lavorando con le persone su tematiche che riguardano la loro vita, è normale.
A me le domande piacciono molto, anzi moltissimo.
Anche nei gruppi e seminari che facilito la parte 'momento delle domande' è quella che preferisco. Le domande mi stimolano nuovi ragionamenti enuovi punti di vista.

Spesso però la risposta che do è questa: perché non provi a stare per qualche tempo con questa domanda? Consiglio anche di scriverla e di tenerla per un certo periodo bene in evidenza.
Inizialmente le persone mi guardano in modo strano, e a volte forse pensano che io non voglia rispondere. Poi, spesso dopo aver fatto questo esperimento, comprendono.

Molte volte la domanda è piu importante della risposta, e, ad alcune domande, io saprei neanche come rispondere. Quello di cui la persona ha bisogno non è la risposta alla domanda, ma lo stare con il processo che l'ha generata. Stare con una domanda porta una consapevolezza enorme.
Le risposte arrivano nel corso dei giorni da sole, sotto forma di intuizioni, collegamenti, immagini, oppure sotto forma di una nuova domanda.

Alcune volte è meglio vivere la domanda che non cercare subito la risposta.

E quindi, perché non ti prendi del tempo per stare con la domanda che so ti sta arrivando in questo momento?

Maria Cristina Leboffe©2017
(Tutti i diritti riservati, è in preparazione un libro)




venerdì 1 settembre 2017

Silenzio

C'e' un silenzio
non cercato e non voluto.

C'è un silenzio incontrato per caso.

C'è un silenzio che e'
un benvenuto di folla.

C'è un silenzio per me e per te.
Un silenzio di rose d'autunno, un silenzio del cuore,
un silenzio da andare a cercare.

Maria Cristina Leboffe©2017
(Tutti i diritti riservati, è in preparazione un libro)

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