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lunedì 26 giugno 2017

Nel silenzio

Nel silenzio a volte troviamo noi stessi.
Ma nello stesso silenzio, a volte, svaniamo.
Ci sono momenti dove il silenzio è pace.
Altri dove un silenzio può essere dolore.

Il vero Silenzio, il silenzio che cura, lo raggiungiamo quando tutti gli stati del nostro essere sono in coerenza tra loro. Proseguono insieme.

In quel momento diveniamo sia la strada che il processo che sta avvenendo, in uno stato di Quiete con tutto il Creato dove né la parola né il pensiero si differenziano da noi: siamo tutto e tutto è noi.

Il vero Silenzio è la cessazione del discorso 
sia quello della bocca, 
che quello della mente.  
(Thich Nath An)

Pranava-Miryam Leboffe
©riproduzione consentita citando la fonte


martedì 20 giugno 2017

Sulla Meditazione (1)

Una delle meditazioni che mi sorprende sempre, ogni volta che la pratico, è la meditazione sul respiro. Sapete, quella in cui, dopo aver assunto una postura dignitosa, si ascolta semplicemente il respiro. Quello che accade durante questa pratica, però, ha molto poco a che fare con il 'semplicemente'. 'Ma il mio respiro va bene così?' è di solito la prima domanda che arriva, non appena portiamo l'attenzione al respiro. La conseguenza di questa domanda è un forzare il respiro, modificandolo. Questo ha molto a che fare con l'idea che abbiamo di noi stessi: in realtà, anche se praticanti, saggi, calmi, appena portiamo l'attenzione a una cosa, appunto, così semplice ome il respiro, ci auto-complichiamo il compito. Pensiamo di essere sbagliati, che qualcosa in noi non va bene. E attenzione, quest'idea in alcuni di noi è talmente radicata che prima di riuscire ad ascoltare SEMPLICEMENTE, si deve, prima di tutto, riconoscere e accogliere il fatto che ci sentiamo sbagliati. Accogliendo questo nostro stato di essere sbagliati (sì perché sbagliati non siamo mai, ci sono state persone o condizioni che hanno instillato in noi questa credenza), e restando con questa sensazione, essa si scioglie. Possiamo allora stare semplicemente con il respiro, godendocelo, e godendoci tutte le sue sfumature nel nostro corpo.

Pranava-Miryam Leboffe
©riproduzione consentita citando la fonte


lunedì 19 giugno 2017

Il nostro ora

C'e' una bellissima parola inglese, coniata da Jon Kabat-Zinn, il padre della Mindfulness. Questa parola e' nowscape: unisce lansdscape, paesaggio, con now, ora.
La trovo una parola geniale.
Il paesaggio dell'ora. Del qui, adesso.
Non del domani, di ciò che vorremmo che fosse. Non del nostro ieri, con la nostalgia per quello che può essere stato.

NOWSCAPE. Il nostro ora.

Magari ogni tanto diamogli un'occhiata a questo nostro ora.
Ci piace? È adatto a noi? Ci troviamo bene?
Chiediamoci come viviamo i nostri momenti. E che cosa significa, per noi, il nostro tempo.

Il nostro tempo a volte lo diamo per scontato, ma non lo è.
Il tempo lo possiamo scegliere, decorare, nel tempo ci possiamo immergere.
Dandogli un valore. Dandogli attenzione. Dandogli amore.


Pranava-Miryam Leboffe
©riproduzione consentita citando la fonte


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