sabato 8 luglio 2017

Incantesimi per essere sereni: Harry Potter (1)

Sono una fan sfegatata di Harry Potter. Dei film intendo. I libri (per ora) non li ho ancora letti.
Tra le scene cinematografiche, ce n'è una in cui Harry e il suo padrino Sirius Black vengono attaccati, sulla riva del Grande Lago, dai Dissennatori, esseri spaventosi che ti succhiano l'anima. E' una scena stupenda e toccante. In pericolo di vita, Harry pronuncia, per la prima volta, l'incantesimo EXPECTO PATRONUM: un cervo di luce appare sulle sponde del lago, emanando un vento che spazza letteralmente via i Dissennatori.
In cosa consiste questo incantesimo? Nel concentrarsi su un momento della nostra vita in cui ci siamo sentiti profondamente amati o felici. Quando un mago si focalizza e riesce a mantere la concentrazione su questo pensiero, dalla sua bacchetta si materializza un animale di luce, che può assumere la forma di un cervo, come per Harry, o di una lepre, come per Luna Lovegood. Un animale benevolo, amico, con la purezza della luce.

Expecto Patronum. Aspetto un protettore. Chiamo un protettore.

Ho visto e rivisto i film di Harry Potter molte volte, ma solo ieri mi è venita in mente l'analogia tra l'incantesimo e una pratica di auto-guarigione che considero molto potente (e molto semplice).
Uso il termine 'guarigione', un po' forte forse, volutamente.
Noi consideriamo una malattia fisica come qualcosa da cui guarire. Ma spesso tralasciamo le malattie che attaccano l'anima.
Siamo sovraccaricati da quelli che sono i 'cattivi pensieri'.
Cattivi nel senso di nocivi per noi, quei pensieri ripetitivi che ci fanno soffrire e che di fatto non portano a niente, ma che ci succhiano l'anima.
La pratica di cui vi voglio raccontare, che chiunque può mettere in atto, è analoga a quella che produce l'incantesimo: per interrompere questo ciclo vizioso di pensieri, si può portare alla mente un evento lieto, un momento in cui ci siamo sentiti amati, una cosa che ci piace fare, un posto che amate. Portarlo alla mente, concentrarsi e dettagliarlo. C'erano suoni, profumi, odori? Come ci sentivamo? Come vi faceva sentire? Dovete sapere che il nostro cervello non distingue tra una realtà reale e una realtà virtuale come quella dei pensieri e immagini. Quindi 'pensare' e visualizzare una cosa bella equivale a riviverla, con tutto il suo apporto di ormoni buoni e buone sensazioni.
Provate. La prossima volta che venite invasi da pensieri cattivi, ricordatevi dell'EXPECTO PATRONUM. E' una pratica semplicissima, e, vi assicuro, funziona. E può essere insegnata, con l'aiuto di Harry Potter, anche ai bambini.

Maria Cristina Leboffe
(Tutti i diritti riservati)

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