giovedì 13 luglio 2017

Il leone senza stress

Lavoro con tante persone che si rivolgono a me per un tema comune: lo stress. Persone soverchiate dagli impegni, sempre di corsa, che ogni tanto si esauriscono completamente. Sia che questa mole di impegni sia necessaria o meno nella vita di queste persone (ma questo è un altro tema), lo stress, solitamente, è generato da due fattori principali:
1) il fare una delle 100 attivita' della giornata già pensando e preoccupandosi delle successive;
2) il non dare al corpo il tempo di integrare la fine di un'attività e il passaggio verso l'inizio di un'altra.

Lo stress è una parola del corpo che va ascoltata e non sottovalutata perché intanto 'siamo tutti stressati'. Lo stress non fa parte di una condizione naturale dell'uomo. È un indice che qualcosa non è o non si svolge in armonia nella propria vita.

È quasi impossibile convincere una persona iper-impegnata (almeno inizialmente) a ridurre le attività che fa. Ma è possibile apprendere che, se sono completamente presente a quello che sto facendo, la fatica si dimezza e la mia energia è utilizzata al meglio. Basta farne esperienza una volta: quando ci si rende conto dell'importanza di essere presenti a quello che si sta facendo, qualcosa già inizia a cambiare.

Pensiamo a un leone: quando caccia, caccia. Quando riposa nella savana, riposa. Ce lo vedete un leone che si apposta per una preda e intanto pensa a come farà a cercare un posticino comodo dove riposare? Come minimo si distrae, certo per la gioia della gazzella, ma molto meno per la sua pancia che restera' vuota o per quella dei suoi piccoli, che non mangeranno.

Il secondo punto, nella mia esperienza, è tanto importante quanto il primo, se non più importante. Riguarda i momenti della nostra giornata che sono momenti di 'passaggio'. Quando passate da un'attività ad un'altra, è importante dare al vostro sistema il tempo di 'atterrare' in quella nuova attività che state per iniziare. Un esempio classico è quando si arriva a casa la sera: datevi il tempo di rendervi conto che siete a casa, e che andrete, per esempio, ad iniziare a preparare la cena. Mi direte "Non ho tempo". Non ci vuole mezz'ora per fare questo, per ri-orientarvi nello spazio in cui siete e verso l'inizio della nuova attività. Prendetevi qualche minuto di pausa, qualche minuto 'vuoto'. Bastano anche 3 minuti, scelti e vissuti coscientemente come pausa tra un'attività (l'aver camminato fino a casa) e l'inizio di un'altra (preparare la cena). In mezzo a queste due attività c'è, per il corpo, l'attività "sono a casa" che va portata alla coscienza e vissuta, anche per una manciata di minuti.

Lo stesso leone, il cui mestiere è cacciare, non è che caccia-caccia-caccia tutto il santo giorno. Alterna i monenti di caccia con i momenti di riposo. E quando cambia attività si orienta allo spazio che ha intorno. Sa esattamente dov'è in ogni momento e cosa sta facendo.

Al di là che ci possa essere una ragione fisiologica per questa iper-attivazione in una persona, sulla quale si può ovviamente lavorare, già questi accorgimenti possono portare un enorme cambiamento. Lo stress si riduce. La qualità della propria vita cambia. E ve lo dice una che, tendenzialmente, è un'iperattiva.
Provare per credere.

Maria Cristina Leboffe©2017
(Tutti i diritti riservati, è in preparazione un libro)



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